A LEZIONE DI STORIA: LA NASCITA DEI COMUNI

Ciao a tutti amici!
Quest’anno durante le lezioni di Storia in aula, abbiamo studiato i Comuni. Se vi interessa l’argomento o se vi serve dare una rinfrescata alla memoria, questo è l’articolo giusto per voi! Che la lezione abbia inizio allora!

In seguito all’ aumento della produzione agricola, riprendono i commerci e nascono i mercati, si riprende a utilizzare la moneta e rinascono le città. Infatti i piccoli nobili e contadini, dalle campagne iniziarono a trasferirsi in questi nuovi centri per cercare una vita migliore dando vita all’ inurbamento delle città. Quando nacque la classe sociale della borghesia, i mercanti e artigiani che vivevano nei borghi appena fuori le mura cittadine (appunto i borghesi), acquistarono sin da subito grande prestigio sociale, tanto che le città dipendevano da essi.
Inizialmente il signore feudale aveva pieno potere sulla città e sui cittadini, ma nell’ XI secolo questi gruppi di cittadini più influenti, formarono associazioni volontarie, con lo scopo di ottenere dei privilegi dal signore o dal vescovo che erano ancora “padroni” della città, chiedevano infatti l’esenzione dai tributi e la possibilità ci commerciare in modo più libero senza il loro controllo.

Monete dell’epoca dei Comuni

Queste associazioni di cittadini, tramite la lotta armata e la trattativa, riuscirono a prendere il comando della città e le diedero il nome di COMUNE. Questo nuovo organismo politico riconosceva l’autorità dell’imperatore o del re in maniera formale ma voleva AUTOGOVERNARSI. I Comuni presero anche il controllo della campagna e cercarono di indebolire il più possibile i signori feudali.

Il Comune poteva essere paragonato a dei piccoli Stati con leggi proprie. In un primo momento il potere fu affidato ad un piccolo gruppo di capifamiglia che avevano collaborato nel formare il Comune, poi però il comando fu dato al Parlamento (Arengo), nel quale potevano partecipare solamente i maschi, maggiorenni, ricchissimi e cristiani.

Stemma di Milano

Il Parlamento eleggeva i consoli che potevano essere dai 2 ai 20, e che rimanevano in carica un anno circa. Il periodo di tempo in cui erano in carica i consoli si chiamava “fase consolare”.

Le famiglie più ricche erano spesso rivali tra loro, perché volevano ottenere cariche politiche prestigiose o semplicemente dimostrare di avere più potere rispetto a tutti gli altri, accadeva così che si schierassero in fazioni scatenando dei veri e propri scontri armati per le vie dei Comuni stessi.

Per evitare questi conflitti interni e farli terminare, si decise di introdurre la figura di un supremo magistrato unico esperto di politica, il podestà, che in molti casi veniva da fuori per garantire l’imparzialità.

Ragazzi per oggi con questo argomento abbiamo finito, ma se siete interessati alla storia non esitate a chiedere quello che volete!
Alla prossima 🙂